mercoledì 2 dicembre 2015

Dimagrire controllando le calorie?

E se fosse meglio la dieta che conta i bocconi? C' è già chi studia la app. La buona notizia è che non servono sacrifici drastici o digiuno, ma solo fare più attenzione a ridurre le quantità assolute

LIFE STYLE
bocconiContare le calorie per dimagrire? Inutile, molto meglio conteggiare i bocconi di cibo. Un metodo relativamente banale ma efficace, stando a una ricerca dellastatunitense: in appena un mese un gruppo di volontari che ha seguito la raccomandazione ha perso poco meno di due chili, un calo ponderale ideale perché non eccessivo ma utile per ritornare al peso forma senza sforzi. Per una volta, infatti, la dieta non ha previsto alcun cambiamento delle abitudini alimentari: niente limitazione di carboidrati o grassi, no al conto delle calorie, nessuna necessità di impegnarsi per abbinare i nutrienti secondo l' uno o l' altro regime alla moda. I volontari hanno potuto continuare a mangiare come sempre, ma è stato chiesto loro di contare i bocconi di cibo e le sorsate di bevande diverse dall' acqua che mandavano giù durante il giorno. Quindi, per un mese l' obiettivo è stato solo ridurre del 20-30 per cento i "morsi" quotidiani. Il risultato, per chi è stato ligio nella conta, è stato pari a circa un chilo e ottocento grammi in meno.«I dati confermano ciò che tendiamo a dimenticare: mangiare meno fa la differenza e chi è sovrappeso dovrebbe concentrarsi sulla riduzione delle porzioni, ancor più che sulla modifica dei pasti», spiega il coordinatore dell' indagine, Ben Crookston. Il conteggio di quante volte apriamo la bocca per masticare è una strategia dietetica utile anche secondo ricercatori della, che hanno calcolato in cento bocconi al giorno la quantità giusta per stare a dieta stimando che per ogni morso un uomo introduce in media 17 calorie e una donna 11. Certo non sembra proprio agevole tenere il conto, non a caso un terzo dei volontari dell' esperimento appena pubblicato non è riuscito ad arrivare in fondo alle quattro settimane di test. Gli autori ammettono che possa essere scomodo, così stanno cercando di ovviare al problema con un algoritmo che faccia il calcolo al posto nostro e hanno già messo a punto una app compatibile con gli orologi Android e Apple. «La buona notizia però è che non serve tagliare drasticamente le calorie o digiunare, ma solo fare più attenzione a ridurre le quantità», ribadisce Crookston. C' è però da chiedersi se i morsi siano tutti uguali: un boccone di insalata e uno di pizza non dovrebbero avere lo stesso valore nella conta quotidiana, in più avere un limite giornaliero potrebbe portare a riempirsi la bocca ogni volta ben più del dovuto. Tanto che secondo alcuni potrebbe essere più efficace concentrarsi piuttosto su un' altra conta, ovvero quante volte mastichiamo ogni boccone: un' indagine condotta in Cina ha dimostrato che masticare a lungo (per altro un consiglio caro ai nutrizionisti) significa non solo introdurre meno calorie per pasto e ridurre i livelli di grelina , l'ormone della fame. «I nervi che controllano i muscoli di mascella e mandibola sono connessi alle aree cerebrali della sazietà: masticare a lungo aumenta l' appagamento dal pasto» - conferma Kathleen Melanson, direttrice dell' dell' università del Rhode Island -. Mangiare lentamente, a piccoli bocconi "ruminati" a dovere aiuta a controllare il peso, ha effetti positivi sulla digestione, riduce il rischio di reflusso acido e consente un miglior assorbimento dei nutrienti. Non sappiamo quale sia il "numero magico" di volte che è opportuno masticare ogni boccone, ipotizziamo fra dieci e venti. L' importante è non ingoiarne uno dietro l' altro in fretta, perché inevitabilmente si tende a mangiare di più e godere meno del cibo». In tempi ipertecnologici, non poteva mancare un aggeggio digitale che aiuti nel compito: acquistabile online per circa cento dollari e messa a punto da un' azienda di Hong Kong, esiste già una forchetta elettronica che vibra e si accende se fra un boccone e l' altro passano meno di dieci secondi.

Author:A Vigna

Source:corriere.it, 01/12/2015