martedì 11 luglio 2017

Parkinson e disturbi del sonno: evidenze sulla loro correlazione nel peggioramento del profilo cognitivo

L’Università del Quebec ha appena concluso uno studio su pazienti affetti da Malattia di Parkinson che presentano in concomitanza un disturbo del comportamento del sonno REM, dimostrando una correlazione evidente e un peggioramento della funzione cognitiva in questi tipi di pazienti rispetto a quelli che non ne soffrono.

Ricerca Clinica e di Base
imm22E’ necessario premettere che,  in presenza di un disturbo del comportamento del sonno, i pazienti perdono atonia muscolare durante la fase REM, che determina un’attività motoria indesiderata durante il sonno REM in cui le persone “mettono in atto il loro sogno”. In merito circa il 46% dei pazienti con Parkinson soffrono di un disturbo del comportamento del sonno.

Per  studiare l’associazione tra disturbi del comportamento del sonno (RBD) e profilo cognitivo, i ricercatori hanno messo a confronto 53 pazienti affetti da Parkinson con RBD, 40 con Parkinson ma senza RBD, e 69 soggetti sani. I pazienti con RBD erano in maggioranza maschi, più anziani e presentavano punteggi peggiori nell’ambito del Mini Mental State Examination rispetto ai soggetti senza disturbi del comportamento del sonno. Inoltre, hanno ottenuto punteggi peggiori anche negli esami che misuravano l’attenzione, le funzioni esecutive, l’apprendimento verbale, la memoria episodica e l’abilità visuo-spaziale, nonché in test di richiamo e riconoscimento ritardato di informazioni e linguaggio verbale. La funzione cognitiva risultava analoga per i soggetti con Parkinson, ma senza RDB, e per quelli sani. Il 66% dei pazienti con RBD presentava un deterioramento cognitivo lieve rispetto al 23% dei soggetti senza RBD, mentre un deterioramento cognitivo soggettivo è stato riferito rispettivamente nell’89% e nel 58% dei casi. Tra i pazienti con Parkinson e RBD, gli uomini e quelli con l’insorgenza del disturbo del sonno precedente alla diagnosi di Parkinson presentavano una peggiore funzione cognitiva.

I disturbi del sonno rientrano negli ambiti clinici della metodologia Pneisystem, attraverso  interventi mirati al raggiungimento di un ottimale igiene del sonno. Dati i risultati ottenuti da molti pazienti, il trattamento cognitivo-comportamentale può essere infatti considerato dalla comunità scientifica il trattamento non farmacologico più indicato per l'insonnia cosiddetta primaria, cioè non dovuta a malattie fisiche o a problemi psicologici di altra natura come ansia e depressione.

Nella metodologia Pneisystem riveste infatti un ruolo primario la prevenzione incentrata sulla  gestione degli stili di vita, di primaria importanza nella genesi di patologie croniche. In particolare la Pnei System Academy ha come mission la divulgazione del concetto di terapia incentrata su 4 pilastri fondamentali:

- Ottimizzare le risorse psichiche attraverso l’apprendimento delle tecniche più moderne di gestione dello stress.
- Insegnare come compilare una dieta personalizzata in chiave antiossidante e antinfiammatoria
- Potenziare l’asse psico-immunologico attraverso il movimento, in particolare la danza (Pneisystem Equilibrium Dance)
- Saper selezionare i migliori integratori/fitoterapici/nutraceutici/principi della low dose medicine e comporre un piano terapeutico centrato sulla persona.
 

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