mercoledì 27 agosto 2014

Curare l’emicrania con gli anticorpi: una realtà sempre piú vicina

Una serie di farmaci per la prevenzione dell’emicrania a base di anticorpi monoclonali è pronta per arrivare sul mercato. Ecco gli aggiornamenti.

dolore cronico
anticorpi emicrania

Almeno tre nuovi farmaci basati su anticorpi monoclonali potrebbero fare la loro comparsa sul mercato entro cinque anni, al massimo, offrendo per la prima volta una soluzione farmacologica di tipo preventivo contro gli attacchi di emicrania.

Si tratterebbe di una piccola “rivoluzione” nel campo delle soluzioni farmacologiche a disposizione per combattere questo problema che affligge in forma cronica una percentuale significativamente alta della popolazione.

I farmaci attualmente in commercio, prevalentemente i triptani, sono infatti efficaci nel trattamento degli attacchi acuti, ma non possono essere impiegati per prevenirne l’insorgenza.

I nuovi farmaci sono invece diretti verso una proteina specifica e ritenuta giocare un ruolo fondamentale nei meccanismi patofisiologici degli attacchi: il peptide del gene simile alla calcitonina (CGRP). I livelli di questo peptide risultano, infatti particolarmente elevati durante gli attacchi e si riducono al termine di ciascun episodio. Il “sequestramento” di questi peptidi mediante l’utilizzo di anticorpi monoclonali è il razionale dietro lo sviluppo di questi farmaci, alcuni dei quali giá testati con successo in studi clinici.

I risultati relativi all’efficacia di due farmaci di questo tipo, i due anticorpi monoclonali ALD403 (Alder BioPharmaceuticals Inc) e LY2951742 (Eli Lilly and Company) diretti verso il peptide CGRP sono stati presentati durante una recente conferenza della American Headache Society (AHS).

Entrambi gli agenti farmacologici erano in grado di determinare una riduzione pari e spesso superiore al 50% dell’incidenza degli episodi di emicrania in soggetti affetti da una forma cronica del disturbo, tuttavia non in assenza totale di effetti collaterali, prevalentemente dolore nel punto di iniezione, eritema ipertensione e infezioni del tratto respiratorio.

Durante il meeting è stato inoltre presentato un terzo agente farmacologico, AMG 334 (Amgen). Questo farmaco, anch’esso un anticorpo monoclonale, si differenzia dai due precedenti in quanto è diretto, anziché al peptide stesso, al recettore di CGRP presente a livello del sistema nervoso. In questo modo, la sua azione farmacologica consisterebbe nel blocco totale dei meccanismi fisiologici responsabili dell’insorgenza degli attacchi, rappresentando cosí un’alternativa piú potente e selettiva rispetto alle due precedenti.

Source:American Headache Society (AHS) 56th Annual Scientific Meeting.